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Maroboduo
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mwbqMaroboduo (Marbod, in latino Maroboduus; 35 a.C. circa – Ravenna, 36-37) è stato un principe e condottiero germanico della popolazione dei Marcomanni.

Contents

Note

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Biografia

L'ascesa al trono e la ricerca di nuovi territori in Boemia

Di nobili natali, era dotato di grande robustezza fisica e coraggio. Strabone racconta che aveva goduto del favore di mwcwAugusto.cite-ref-strabonevii-1-3-1-0[1] Dopo aver concepito il disegno di ottenere un comando duraturo ed un potere regale presso il popolo dei mweaMarcomanni, decise di allontanare il suo popolo dalla regione del mweqfiume Meno fino alla regione racchiusa dalle montagne della mwegSelva Ercinia, in mwewBoemia,cite-ref-strabonevii-1-3-1-1[1] a nord del mwgaDanubio e ad est del mwgqReno (attorno al mwgg9-mwgw6 a.C.).

Egli cercava un luogo ben protetto, che potesse rendere il suo regno ancor più potente. La località così individuata era una regione di fertili pianure, racchiusa da una catena di monti scoscesi e ricchi di foreste, quindi facilmente difendibile, ma occupata da un altro grande popolo: quello dei mwhqBoi, di chiara origine mwhgceltica. Maroboduo li affrontò in battaglia, ed una volta battuti, non disdegnando il loro livello culturale più evoluto, costituì un regno insieme a questo popolo, occupandone l'antica loro sede.cite-ref-2[2]

Negli anni successivi domò con la guerra o ridusse in suo potere tramite trattati, tutti i popoli confinanti, ed organizzò il suo regno in una confederazione di numerose tribù mwjagermaniche (tra cui mwjqQuadi e mwjgNaristi) e mwjwceltiche, accrescendone notevolmente il prestigio e la forza militare, in opposizione all'espansionismo romano. I mwkaMarcomanni di fatto avevano, così, costituito una lega di tribù, che dall'attuale mwkqSlesia, comprendeva mwkgSassonia, mwkwBoemia e mwlaMoravia, costituendo una minaccia per l'mwlqImpero romano, come in passato lo era stato il re dei mwlgDaci, mwlwBurebista.

Lo scontro con l'Impero romano

«

In breve Maroboduo condusse ad altissimo prestigio le sue forze militari che difendevano il suo regno, tanto da essere temibile anche al nostro impero, e le abituò, con continui esercizi, ad un tipo di disciplina quasi simile a quella romana. Nei confronti dei Romani egli si comportava in modo da non provocarci a battaglia, ma da mostrare che non gli sarebbe mancata né la forza né la volontà di resistere, qualora fosse stato da noi attaccato... In tutto si comportava come un rivale, pur cercando di non darlo a vedere, esercitando con guerre continue contro i popoli limitrofi, il suo esercito composto da 70.000 fanti e 4.000 cavalieri...

»

(Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 109.)

Augusto non poteva permettere che un regno, divenuto così potente e vasto, potesse essere tanto vicino ai confini dell'impero romano, tanto più che i piani strategici generali prevedevano di spostare i confini europei imperiali più ad est, portandoli dal fiume mwoaReno al mwoqfiume Elba, ed inglobandone, pertanto, anche la mwogBoemia.

Il progetto era complesso e richiese numerosi anni di spedizioni militari a partire dalle campagne di mwpaDruso del mwpq12-mwpg9 a.C., di mwpwLucio Domizio Enobarbo del mwqa3-mwqq1 a.C., di mwqgMarco Vinicio dell'mwqw1-mwra3, e per finire di mwrqTiberio del mwrg4-mwrw5. Era ora arrivato il momento di inglobare anche il regno di Maroboduo, e come ci racconta mwsaVelleio Patercolo:

«

In Germania non c'erano ormai più nemici da vincere, tranne il popolo dei

Marcomanni

...


(Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 108-109.)

Così nel mwsw6, mwtaTiberio decideva di attaccare da più parti Maroboduo ed il suo regno, in un piano strategico che coinvolgesse non meno di 8-9 mwtqlegioni:

• 4-5 provenienti da mwuaMagonza, e riunitesi forse a mwuqMarktbreit, lungo il mwugfiume Meno, punto d'incontro delle legioni di mwuwRezia, mwvaGermania e mwvqGallia, sotto il comando del governatore della mwvgGallia, mwvwGaio Senzio Saturnino;
• lui stesso, insieme al governatore dell'mwwqIllirico, mwwgMarco Valerio Messalla Messallino, accompagnato da 4 legioni, partiva da mwwwCarnuntum sul mwxaDanubio.

Tiberio stava ormai avanzando oltre il Danubio, il suo esercito non era lontano più di 5 giorni di marcia dai primi avamposti nemici e le legioni guidate da Saturnino si trovavano ad una distanza pressoché uguale dal nemico marcomanno, ed entro qualche giorno si sarebbero ricongiunte con Tiberio, quando tutta la mwxgPannonia, si levò in armi, dopo aver indotto a farlo anche tutti i popoli della vicina mwxwDalmazia.

Tiberio era così costretto, per non lasciare indifesa l'mwyqItalia di fronte al nemico pannonico e dalmata, a concludere un trattato di pace con Maroboduo ed a far ritorno nell'mwygIllirico per sedare la rivolta, durata 3 anni.

Alleato di Roma

mwagArminio, capo dei mwawCherusci, dopo aver massacrato un'armata romana di 3 legioni e relative truppe ausiliarie nella mwbaforesta di Teutoburgo (nel mwbq9), provò a convincere Maroboduo a far causa comune, per invadere l'impero romano (Arminio dal mwbgReno, Maroboduo dal mwbwDanubio), inviandogli la testa del generale trucidato, mwcaPublio Quintilio Varo. L'invasione su due fronti, avrebbe certamente creato dei seri problemi anche ad un esercito così ben addestrato come quello romano, di fronte ad una moltitudine di mwcqgenti germaniche tanto numerose. Maroboduo non accettò l'invito di Arminio, suscitandone la collera, ma preferì mantenere fede ai patti stipulati con mwcgTiberio, pochi anni prima. Decideva pertanto di inviare la testa del generale Varo ad Augusto perché ne avesse degna sepoltura.

Maroboduo avrà certamente valutato quale reazione un impero tanto vasto e potente come quello romano avrebbe potuto produrre. Roma in passato, quando era stata "mwdacolpita al cuore" nel corso della guerra contro mwdqAnnibale, pur avendone subito numerosi rovesci militari era riuscita a distruggere completamente la potente mwdgCartagine. E così era successo anche per altri popoli come quello dei potenti mwdwCelti, sottomessi da mweaGaio Giulio Cesare, di mweqMacedonia, annessa come provincia da mwegQuinto Cecilio Metello, e la mwewGrecia, conquistata da mwfaLucio Mummio. Maroboduo sapeva che Roma in caso di pericolo per la sua stessa sopravvivenza, avrebbe certo distrutto il suo regno inglobandone i territori. Meglio quindi rimanerne fedele alleato. Questo avrebbe permesso a Maroboduo di regnare per altri anni. E così fu, perché Arminio venne attaccato e sconfitto nel corso di tre campagne dal mwfq14 al mwfg16 a opera di mwfwGermanico Giulio Cesare, mentre Maroboduo poté mantenere il suo regno in pace.

L'esilio

Nel mwgg18 Arminio, dopo aver raggruppato sotto il suo comando numerose tribù germaniche (come mwgwLongobardi, mwhaSemnoni, che defezionarono dalla confederazione marcomanna), mosse guerra ai mwhqMarcomanni. Arminio non poté contare su un certo Inguiomero, suo zio, che preferì schierarsi dalla parte del re marcomanno per non dover rassegnarsi ad ubbidire al giovane figlio del fratello.

Si arrivò ad uno scontro frontale tra le due fazioni (era il mwhw18 o mwia19). Contrariamente alle antiche tradizioni mwiqgermaniche, ora abituati a seguire gli ordini dei loro comandanti dopo tanti anni di guerre condotte contro i Romani ed in alcuni casi dopo aver militato tra le file delle mwigtruppe ausiliarie romane, le due schiere si affrontano disposte in modo ordinato. Arminio addirittura "mwiwindicava le spoglie e le armi romane, che vedeva ancora impugnate da molti", dopo averle strappate in seguito al massacro delle legioni di mwjaVaro (mwjqbattaglia della foresta di Teutoburgo).cite-ref-annales45-3-0[3] L'ex ausiliario accusava infatti Maroboduo di essere "mwkgun satellite di Cesare, che meritava d'essere spazzato via con lo stesso furore con cui avevano eliminato Quintilio Varo".cite-ref-annales45-3-1[3] Maroboduo sembra che abbia raccolto intorno a sé anche popolazioni germaniche lontane come i mwlwmwmaLugii (una grande tribù), gli mwmqZumi, i mwmgButones (identificati nei mwmwGoti), i mwnaMugilones, i mwnqSibini e anche i mwngSenoni.cite-ref-strabonevii-1-3-1-2[1]

Così racconta Tacito la battaglia:

«In nessun altro luogo mai avvenne scontro tra forze di maggior mole, né più incerto fu l'esito. Da entrambe le parti, sbaragliata l'ala destra, la battaglia si sarebbe forse ricombattuta se Maroboduo non avesse posto l'accampamento in alto sui colli. Questo fu il segnale della sua disgrazia. Sguarnito l'esercito lentamente, a causa delle diserzioni continue, egli dovette rifugiarsi presso i

Marcomanni

, e mandò a

Tiberio

ambasciatori per chiedere l'intervento romano.»

(Tacito, Annales, II, 46))

Tiberio gli rispose che non sarebbe intervenuto in faccende interne alle popolazioni germaniche, poiché Maroboduo stesso si era mantenuto neutrale quando nel mwpg9 mwpwAugusto aveva richiesto il suo aiuto militare dopo la sconfitta di Varo.cite-ref-4[4]

La guerra si era pertanto conclusa con una vittoria di misura da parte di Arminio. Maroboduo fu costretto a chiedere asilo all'imperatore mwrqTiberio poiché un giovane nobile di nome Catualda, in passato esiliato dallo stesso Maroboduo, decise di vendicarsi e con l'inganno riuscì ad irrompere nella reggia di Maroboduo privandolo del suo regno.cite-ref-5[5] Tiberio, una volta venuto a sapere che Maroboduo, fuggito dal suo regno, aveva passato il mwsgDanubio e si era spinto fino nel mwswNorico, decise di accogliere le sue richieste lasciando che lui e la sua corte potessero prender dimora a mwtaRavenna, dove morì ben 18 anni più tardi, nel mwtq36 o mwtg37. Tacito di lui ricorda:

«Maroboduo non uscì mai dall'Italia per 18 anni ed invecchiò tollerando l'oscurarsi della sua fama, per la troppa brama di vivere.»

(Tacito, Annales, II, 63)

Note

cite-note-strabonevii-1-3-11. mwwgmwwwStrabone,mwxa VII (Germania), 1.3.
cite-note-22. mwyamwyqTacito, De origine et situ Germanorum,mwyw 42.
cite-note-annales45-33. Tacito, mw0qAnnales, 45
cite-note-44. Tacito, mw1qAnnales, 46
cite-note-55. Tacito, mw2qAnnales, 63

Bibliografia

Fonti antiche

• citerefcassio-dione(GRC) Dione Cassio, Storia romana. (testo greco e traduzione inglese).
• citerefstrabone(GRC) Strabone, Geografia. (traduzione inglese libri 1-9, libri 6-14 e traduzione italiana ).
• citerefsvetonio-vite-dei-cesari(LA) Svetonio, De vita Caesarum libri VIII. (testo latino e traduzione italiana).
• citereftacito-annales(LA) Tacito, Annales, vol. II, 26; II, 44-47; II, 63. (testo latino , traduzione italiana e traduzione inglese).
• citerefvelleio-patercolo(LA) Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, vol. II, 108, 109, 119, e 129. (testo latino e traduzione inglese qui e qui ).

Fonti moderne

• citerefcah(IT) Autori vari, L'impero romano da Augusto agli Antonini, in Storia del mondo antico, vol. VIII, Milano, Il Saggiatore, Garzanti, Cambridge University Press, 1975.
• citerefgrant-1984(IT) Michael Grant, Gli imperatori romani. Storia e segreti, Roma, Newton Compton Editori, 1984, ISBN 88-8289-400-2.
• citereflevi-1993(IT) Mario Attilio Levi, Augusto e il suo tempo, Milano, Rusconi, 1994, ISBN 88-18-70041-3.
• citerefmazzarino-1973(IT) Santo Mazzarino, L'Impero romano, vol. I, Bari, Laterza, 1973.
• citerefsouthern-1998(EN) Pat Southern, Augustus, London & New York, Routledge, 1998, ISBN 0-415-25855-3.
• citerefsyme-1993(IT) Ronald Syme, L'aristocrazia augustea, Milano, BUR, 1993, ISBN 9788817116077.
• citerefwells-1972(EN) Colin Michael Wells, The german policy of Augustus: an examination of the archaeological evidence, Oxford, Oxford University Press, 1972, ISBN 978-0198131625.

Voci correlate

• mw3wMarcomanni

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Maroboduus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefpaterMaroboduo, su PatER - Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna.